NON CONTA LA QUANTITÀ MA IL FLUSSO


Qualcuno dice che l’importante non è la quantità di denaro che c’è nell’economia ma piuttosto la velocità con cui gira.

Se c’è ne è tanta ma è tutta nel forziere di pochi paperoni, magari degli usurai inumani, la gente non può spendere, andare al ristorante, comprare nei negozi, nessuno vende, nessuno guadagna, nessuno spende, nessuno lavora e tutto va a rotoli. Se io ho un aratro ma lo tengo fermo in cantina è come se non lo avessi.

Viceversa se io ho un aratro e lo faccio lavorare tutto il giorno nei campi produco un sacco di grano pił che se ne avessi 100 inutilizzati. Se nessuno risparmia per il futuro, magari per pagare le tasse, ma ognuno spende subito tutto quello che guadagna la moneta gira e siccome la spesa di uno è il guadagno di un altro tutti lavorano, producono, vendono e comprano ricchezza reale. Ma il problema è che l’aratro resta sempre uno, anche se lavora tanto, la moneta se è poca resta sempre poca e alla fine dell’anno lo stato chiederà le tasse sulla ricchezza reale prodotta e qualcuno non potrà pagare, non si possono pagare le tasse con le patate, l’oro o le auto prodotte, verrà accusato di essere un evasore, arrestato e gli sarà confiscato tutto quello che aveva prodotto, magari si suiciderà per la vergogna. Se la moneta oltre ad essere poca è pure di proprietà della banca dovrà essere restituita con gli interessi e sparirà progressivamente dalla circolazione nei forzieri degli usurai.


Torna a politica