La monetona forte... ci affonda?!
Da quando siamo nei trattati criminali incostituzionali europei siamo passati da 4° potenza mondiale a 3° mondo perché soggetti a regole autodistruttive e a una moneta non solo privata, usuraia ma pure a cambio fisso!
Una moneta con un valore troppo alto al cambio, e per di più fisso, rende i prodotti di un paese troppo costosi da comprare, all’interno e pure all’estero, facendo così affondare l’economia: le fabbriche non riescono più a vendere nulla, licenziano i dipendenti che non possono più andare al ristorante, dal parrucchiere o al cinema innescando un circolo vizioso.
I produttori dovranno abbassare gli stipendi per abbassare i prezzi e renderli competitivi con gli altri che hanno una moneta più debole al cambio e quindi prezzi più convenienti, ma con stipendi minori le persone nel paese impoverite compreranno meno.
L’unica soluzione in una simile trappola sarà esportare negli altri paesi che però non riusciranno più a vendere i propri prodotti e quindi saranno costretti a proteggersi svalutando la propria moneta, se possono, o con i dazi oppure ad abbassando pure loro gli stipendi in una gara alla povertà.
Invece in un cambio libero, variabile, se un paese produce troppo la sua moneta, ricercata perché indispensabile per comprare i suoi prodotti, diverrà rara e quindi più costosa, più forte, scoraggiando gli acquisti e quindi questo farà tornare il cambio bilanciato; lo stesso viceversa se un paese produce oggetti meno costosi, la sua moneta sarà meno ricercata, scenderà nel cambio, tutti potranno comprare perché sarà più conveniente, ma allora cercheranno di più la sua moneta che tornerà a salire sino al giusto bilanciamento, automaticamente.
Facciamo un esempio: la Germania produceva auto grandi e costose, per comprarle un greco doveva acquistare tanti marchi, non era conveniente. In Grecia lavoravano, producevano tutti e prosperavano ma facevano yogurt che costavano poco, quindi vendevano poche dracme all’estero, invece i tedeschi con i marchi costosi potevano comprare prodotti greci a poco, fare le vacanze, ecc. Quindi tutti cercavano dracme perché potevano fare acquisti convenienti e questo le faceva risalire al cambio sino al valore giusto, ottimale, automaticamente. Costringendo tutti ad avere un marco europeo, l’€uro, i paesi più deboli del sud sono rimasti distrutti arricchendo quelli più ricchi, anzi, in realtà gli usurai che li sfruttano.
Altro esempio: quando è caduto il muro di Berlino il Marco dell’ovest valeva 4-5 volte la monetina dell’est. Gli speculatori dell’ovest hanno detto che, in uno slancio di generosità, lo avrebbero cambiato con il loro, uno a uno. I cittadini poveri dell’est erano felici, adesso i loro risparmi valevano il quadruplo, potevano andare nell’ovest e comprare prodotti costosi pagandoli un quarto di prima. Invece delle loro auto, oneste ma brutte, delle loro magliette funzionali ma anonime, compravano prodotti non sovietici. Erano euforici e grati agli scaltri speculatori.
Purtroppo tornando a casa notavano che le loro fabbriche erano chiuse, nessuno voleva più i loro prodotti che prima vendevano anche all’estero perché molto più convenienti, gli operai licenziati, i negozi, il barbiere, i bar dove andavano gli operai chiusi, e a cascata tutto fallito.
Avevano una moneta troppo forte ma non avevano più uno stipendio!
Allora gli speculatori tornarono dicendo: “Fratelli dell’est, cosa avete combinato, un disastro, vabbè, noi che siamo tanto buoni vi faremo un altro regalone! Se pagate i debiti delle vostre industrie ve le prendiamo per un euro simbolico perché siamo troppo generosi”!
Ora Trump, anche se deve fingere il contrario, deve abbassare il valore del dollaro per renderlo più competitivo e far in modo che non sia più una moneta di riserva internazionale perché questo gli ha de industrializzato il paese!